2018 – CELESTE SOLARI

Celeste Solari. L’arte della rinascita

“… ricordatevi che siete custodi della bellezza nel mondo.”

Papa Paolo IV[1]

 

Laddove, una leggenda racconta la vittoria di Sant’Ambrogio sugli eretici ariani nel IV sec. d.C., nello splendido Parco del Campo dei Fiori, nei pressi del celebre Sacro Monte, patrimonio Unesco, l’artista scultore Celeste Solari, vive immerso nel silenzio e nella magia dell’arte. A Castello Cabaglio nascono infatti le opere che oggi possiamo ammirare lasciandoci contaminare dall’armonia delle forme e dalla forza espressiva che emerge da ogni dettaglio.

Le sculture di Solari sono realizzate in bronzo attraverso la tecnica della fusione a cera persa, pratica antichissima che alimenta tutt’oggi un alone di ammirazione in tutti coloro i quali conoscono la particolarità e la raffinatezza di tale lavorazione.

Dalle mani e dal cuore dell’artista nascono dunque opere che appartengono ad una riflessione particolarmente profonda e sincera. L’ambiente in cui nascono e l’atmosfera di raccoglimento silenzioso attraverso il quale passano pensieri e intuizioni spirituali, agevolano e stimolano la nascita di opere dotate di straordinaria espressività. Sculture che oggi ci riportano ad un messaggio al mondo delle donne e a quel termine che pian piano è diventato sempre più di uso comune; la resilienza[2].

Non a caso è un sostantivo femminile e, non a caso, Solari unisce questo profondo significato alla sua creatività rivolta alla rinascita, alla nuova alba, alla liberazione di lacci e catene. Le opere di Solari operano un vero e proprio chirurgico lavoro di apertura della costrizione ideologica opprimente, e in taluni casi dolorosa, della condizione femminile. Esplode dunque così un’espressone scultorea che si libera verso l’alto, si spoglia delle brutture, si erge sopra il mondo in tutta la sua straordinaria bellezza femminile, lasciandosi alle spalle i dolori e le sofferenze per rivivere e risplendere sopra tutti e per tutti.

Il lavoro di Celeste Solari è autenticamente un inno alla bellezza della rinascita intesa come una nuova fioritura, un rinnovamento, una dichiarazione d’amore alla vita ed una riflessione in chiave espressiva della “potenza rigeneratrice” della donna.

In un periodo in cui la donna è al centro di dibattiti e vicende di ogni tipo, le sculture silenziose di Solari rappresentano il messaggio più incisivo ed elegante delle tante, troppe, parole che si son spese fino ad oggi.

L’artista, in virtù di una sensibilità unica nel suo genere, gioca idealmente con le nostre anime di spettatori, mostrandoci una via d’uscita, una strada da percorrere nel segno della bellezza e dell’arte, tenendo sempre davanti l’idea di palingenesi della figura femminile.

“State molto attenti a far piangere una donna perché Dio conta le sue lacrime, – ci ricorda il libro del Talmud[3] – la Donna è uscita dalla costola dell’uomo non dai piedi perché dovesse essere calpestata, né dalla testa per esser superiore ma dal fianco, per essere uguale, un può più in basso del braccio per essere protetta, dal lato del cuore per essere amata”.

 

Celeste Solari, parte forse da questo assunto per interpretare, attraverso la nobile materia bronzea, la rinascita della figura femminile che, come si evince dagli spasmi muscolari e dalla tensione espressiva delle figure rappresentate, emerge in tutta la sua forza come una nuova araba fenice. 

La scelta di vita dell’artista, di vivere isolato, lontano dalle frenesie quotidiane, non è da considerare una scelta schiva, perché appartiene ad un modo d’essere che lo agevola nella ricerca della libertà interiore, lontano dalle troppe distrazioni che alimentano ormai la nostra quotidianità, quella che spesso non ci fa cogliere l’essenza delle cose. Siamo nel tempo il cui il Duomo di Milano, – ad esempio – lo si presenta come una Basilica con 135 guglie, come se il numero fosse il metro con il quale misurarne la portata storica, artistica e spirituale del luogo. Non a caso per sentire la forza spirituale del Duomo dobbiamo affidarci ai dipinti di Luigi Bisi[4] che nell’ottocento milanese replicò a più riprese il soggetto, scansionandolo intimamente da ogni punto di vista, così come oggi la “resilienza” è profondamente interpretata dall’arte raffinata di Celeste Solari.   L’artista sente la materia, la sente non solo al tatto, ma con il cuore, lavorando per ore, giorni, mesi, alla sua creazione, in perfetta simbiosi con essa e in modo empatico, caratteristica riservata ai soli grandi Maestri del linguaggio artistico.

Celeste Solari non è un interprete del nostro tempo perché tale definizione potrebbe significare una limitazione al suo approccio espressivo. Oltre il tempo e il luogo, le sue opere appartengono di diritto al regno della poesia e della spiritualità. La colta riflessione creativa dell’artista è intesa come un’immersione vera e profonda nel regno delle emozioni, laddove egli riesce ad interpretare la realtà in termini psicologici ed estetici.

Questo mondo ha bisogno della bellezza per non sprofondare nella disperazione. La bellezza come la verità, è ciò che infonde gioia al cuore degli uomini, è quel frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nell’ammirazione. E questo grazie alla vostre mani … ricordatevi che siete custodi della bellezza nel mondo”.

Così si espresse, l’8 Dicembre 1965, Papa Paolo VI al Concilio Ecumenico Vaticano II[5] (Enchiridion vaticanum, 1 p.305).

 

L’opera scultorea di Celeste Solari si inserisce storicamente in un percorso novecentesco che è stato caratterizzato fortemente dalla grande scultura di Marino Marini, Luigi Broggini, Umberto Milani, Giacomo Manzù, Agenore Fabbri, Vittorio Tavernari, Luciano Minguzzi, Alik Cavaliere e molti altri. L’artista è da considerare senza alcun dubbio tra i protagonisti della ricerca artistica lombarda del novecento in un momento storico in cui il mondo plastico è stato chiamato ad interpretare il segno dei tempi attraverso un’originalità e autonomia espressiva che precedentemente aveva perso la sua autentica forza creativa. Quella di Celeste Solari in questo contesto offre una nuova sintassi del linguaggio plastico contemporaneo esaltando la monumentalità statuaria attraverso una straordinaria forza espressiva.

Oggi nelle mostre organizzate da Carla Tocchetti si possono riscontare le linee guida che ho cercato di tracciare, scrivendo del Maestro Celeste Solari e riferendomi sostanzialmente al ciclo di sculture esposte al Battistero di Velate (Va) e al Museo Mumi, ex fornace Gola di Milano.

Una caratteristica che mi piace sottolineare, in conclusione, è l’arrivo delle opere di Solari nel luogo dove sono nate alcune autorevoli sculture della scuola d’arte milanese, la Fornace Gola di Milano infatti non è solo uno splendido esempio di recupero e riqualificazione urbana di Archeologia industriale ma è anche luogo in venivano storicamente cotti materiali da costruzione e molti gessi per celebri opere d’arte, tutto ciò accanto a quella meraviglia di ingegneria idraulica quale è il Naviglio Pavese.

Alberto Moioli

 

NOTE AL TESTO

[1] Papa Paolo VI (26 settembre 1897 – Castel Gandolfo, 6 agosto 1978) è stato il 262º vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, primate d’Italia e 4º sovrano dello Stato della Città del Vaticano a partire dal 21 giugno 1963 fino alla morte

[2]Resiliènza s. f. [der. di resiliente]. – 1. Nella tecnologia dei materiali, la resistenza a rottura per sollecitazione dinamica, determinata con apposita prova d’urto: prova di r.; valore di r., il cui inverso è l’indice di fragilità. 2. Nella tecnologia dei filati e dei tessuti, l’attitudine di questi a riprendere, dopo una deformazione, l’aspetto originale. 3. In psicologia, la capacità di reagire di fronte a traumi, difficoltà, ecc. “Dizionario Treccani

[3] Il Talmud è uno dei più importanti libri sacri dell’ebraismo e consta in 63 trattati e ben 6200 pagine stampate.

[4] Luigi Bisi (Milano, 10 maggio 1814 – Milano, 11 settembre 1886) pittore italiano. Nella sua produzione artistica troviamo molte interpretazioni del Duomo di Milano attraverso vedute esterne ma, forse ancor più interessanti, sono gli scorci degli interni in cui il gioco magistrale delle luci riesce a ricreare atmosfere e situazioni in cui l’aspetto spirituale diviene dominante.

[5] Il Concilio Vaticano II, è conosciuto come il ventunesimo e il più recente Concilio della Chiesa Cattolica. In questa occasione vennero promulgate quattro Costituzioni, tre Dichiarazioni e nove Decreti. L’importanza del Concilio Vaticano II è stata paragonata a quella del Concilio di Trento ed il suo ruolo nel XX secolo e nel futuro della Chiesa è ancora oggetto di dibattito storico e dottrinale.