2017 – Sonia Scaccabarozzi

Ho conosciuto Sonia quasi per caso, di corsa, in uno spazio espositivo a Monza nel 2016. Credo che niente accada per caso, ed infatti oggi ho il piacere ma soprattutto l’onore di poter presentare e scrivere di Sonia Scaccabarozzi per l’introduzione della sua prima monografia e mostra personale, in un ambito istituzionale di grande rilievo.
Questo è uno di quei casi in cui non si possono analizzare le opere dell’artista senza prendere in considerazione due aspetti determinanti come il percorso creativo e quello umano. Quest’ultimo appartiene ad una sfera che emerge nella sua unicità di persona estremamente sensibile alle emozioni e ai dettagli.
L’approccio alla vita, come nell’arte, per Sonia è un’esperienza entusiasmante, la sua costante ricerca e sperimentazione la pongono in una condizione di perenne stupore di fronte alle possibilità creative offerte dall’infinita varietà di materiali con i quali può lavorare.
Così come nelle più classiche biografie d’artisti, anche per Sonia Scaccabarozzi alcuni incontri sono stati determinanti per la formazione e la crescita del suo carattere espressivo. Dall’artista canadese Monique Bousquet (oggi importante gallerista a Kennenbunkport nel Maine) e il ceramista Pietro Vinta, sono iniziate le prime esperienze nel mondo affascinante della ceramica Raku. Questo passaggio iniziale della carriera di Sonia è fondamentale perché sin dai primi passi ha avuto la conferma, dal pubblico e dalla critica, che la “direzione” era quella corretta.
Nella storia dell’artista un passaggio importante è anche l’esperienza didattica, al Liceo d’Arte di Monza con il prof. Fronzoni e quella professionale nel campo della grafica e del design, elementi che ritornano oggi nello studio estetico delle opere in ferro. Geometrie che nascono prima dall’anima sensibile dell’artista ma che si concretizzano attraverso un’attenzione progettuale precisa, in ogni più minuscolo dettaglio. Particolari che alimentano il dialogo e il confronto tra l’opera e l’artista, rendendo evidente che la considerazione per il dettaglio altro non è che la stessa attenzione che Sonia ha verso ogni aspetto della vita, riuscendo a cogliere sempre il lato più poetico e puro di ogni sfaccettatura umana.
Oggi, dunque, la forza creativa che caratterizza tutte le opere di Sonia Scaccabarozzi risiede nella capacità di evocare una lirica espressiva colma di messaggi e riflessioni sulla vita, sui valori veri che appartengono alla radice del suo modo d’essere. Si noti come quasi tutte le creazioni dell’artista sembrano rivolgersi verso l’alto, come a volersi liberare nel cielo, come a voler ricercare un nuovo senso di libertà espressiva, un nuovo alfabeto con il quale esprimersi. Un affinità la si può leggere tra le “righe” della storia di Fausto Melotti, anche lui con un’autorevole passaggio dal mondo della ceramica e una spiccata sensibilità silenziosamente poetica.
Dalla ceramica al legno, fino arrivare al ferro con il quale oggi Sonia lavora producendo opere seguendo il ritmo della sua passione incontenibile, il ritmo del suo cuore.
Penso che l’intimo sentire, forse inconscio, dell’artista sia quello di voler lasciar fluire quell’energia creativa dirompente che solitamente appartiene al mondo dei bambini, un entusiasmo che con la maggiore età in genere viene represso. “Essere artisti – ci ricordava Rainer Maria Rielke nella “Lettera ad un giovane poeta”
– vuol dire: non calcolare e contare; maturare come l’albero, che non incalza i suoi succhi, e sta sereno nelle tempeste di primavera senz’apprensione che l’estate non possa venire”.
Su questa scia di pensiero, Sonia, grazie alla straordinaria positività espressa attraverso il suo linguaggio creativo sogna di poter essere “per gli altri”, sogna di poter portare schegge di serenità e amore con la sua arte. Un intento che risulta essere vincente perché è riuscita a creare, attorno a sé, un atmosfera particolarmente armonica e poetica. Un clima molto particolare che si respira incontrandola incorniciata dall’amore della sua meravigliosa famiglia e dei suoi amici. Per Sonia ha scritto anche l’amico poeta Donato di Poce e il critico d’arte Vittorio Raschetti.
Pur essendo immanente alla vita, l’arte è quell’energia che circola in forma invisibile tenendo sempre vive le emozioni. Eugène Ionesco dopo tutto ci ha insegnato che l’arte, la poesia, il bisogno di immaginare, di sognare, di creare è fondamentale tanto quanto quello di respirare.
Attorno a tutto ciò Sonia ha realizzato anche uno dei diecimila libretti del poeta, artista e sognatore Alberto Casiraghy. Si tratta di una goccia di poesia in cui è rappresentata una casetta in equilibrio precario, dal quale escono coriandoli colorati, come a ricordarci che solo quando riusciamo a mantenere un equilibrio armonico tra noi e il mondo, tra le nostre emozioni e l’esterno, tra il sogno e la realtà, nascono e si diffondono i colori della nostra anima dipingendo tutto intorno …. “fino al cielo”.
L’augurio migliore per Sonia Scaccabarozzi forse l’ho scelto leggendo un libro del celebre filosofo Ralph Waldo Emerson: “attacca il tuo carro ad una stella” e continua a volare.

Alberto Moioli

Dedicato a Riccardo Brambilla