Peter Seelig

Peter Seelig al Museo d’Arte e Scienza di Milano

Milano, 7 marzo 2026 – Contestualmente all’annuale presentazione della nuova edizione cartacea, la quattordicesima, dell’Enciclopedia d’Arte Italiana al Museo d’Arte e Scienza, sabato 7 marzo, si svolgerà anche l’inaugurazione della prima mostra personale di un grande artista internazionale, PETER SEELIG.
In questa occasione l’artista, che sarà eccezionalmente presente all’evento, sarà anche presentato come “artista dell’anno” dell’Enciclopedia d’Arte Italiana.
Peter Seelig, figura di spicco nel panorama dell’arte contemporanea. La mostra offre un’occasione unica per immergersi nell’universo creativo di Seelig, caratterizzato da una ricerca pittorica profonda e da una sensibilità cromatica straordinaria. Le opere di Seelig dialogano con la tradizione dell’espressionismo astratto, pur mantenendo una cifra stilistica inconfondibile che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Peter Seelig.

La trama invisibile dell’inconscio.

Nell’opera di Peter Seelig si intrecciano forze apparentemente opposte: l’impeto del gesto e il rigore del segno, la sedimentazione della memoria e le tensioni proprie del contemporaneo. Viennese di origine, Seelig ha intessuto nel tempo un dialogo fedele con i luoghi che lo hanno accolto, Parigi, Lugano, Como, Pietrasanta, non come tappe di un itinerario biografico, ma come stazioni di un viaggio che si misura in profondità interiore più che in coordinate geografiche. In ciascuno di questi contesti, la sua pittura si afferma come lingua universale e insieme
Primordiale. Una vera riflessione intellettuale di rara intensità che affonda le radici in uno strato dell’esperienza umana che precede anche la parola.
“La pittura è un’interazione, una festa con me stesso e il mondo che mi circonda”, ha dichiarato l’artista. In questa frase si condensa l’intera poetica del suo operare: il dipingere inteso come rito conoscitivo, come attraversamento di immagini che affiorano dall’inconscio e dall’empatia con le forze del mondo. È nei cosiddetti disegni ciechi, eseguiti con la libertà istintiva di una danza, che la ricerca di Seelig raggiunge forse la sua espressione più autentica, il tentativo di sorprendere l’istante in cui la mano anticipa il pensiero, in cui la forma diventa rivelazione di una verità che il sentire custodisce nel silenzio.

La dimensione arcaica e rituale della sua arte rinvia alle origini stesse della pittura. In Seelig risuona qualcosa dell’eco primordiale del gesto pollockiano, del richiamo che certi simboli ancestrali continuano a esercitare sulla coscienza contemporanea. Eppure, l’artista abita con uguale disinvoltura la superficie analogica della tela e lo spazio digitale della rete, configurandosi come una figura di frontiera, parte sciamano, parte programmatore, in cui il segno diventa al tempo stesso memoria, testimonianza e trasmissione poetica in un flusso comunicativo di portata internazionale.

Peter Seelig
Peter Seelig

Chi si ferma a osservare Seelig al lavoro assiste a qualcosa difficile da descrivere a parole, un confronto inquieto eppure sereno tra l’uomo e la materia, da cui emergono superfici stratificate, percorse da connessioni cromatiche articolate e da una tensione interna che dimostra, concretamente, come l’equilibrio proviene dal conflitto.
Negli ultimi anni, e in particolare durante i soggiorni estivi a Pietrasanta, il grande artista ha ampliato il proprio orizzonte aprendo la ricerca ad altri linguaggi. Eppure, il disegno rimane il nucleo generativo di tutto: sorgente inesauribile da cui ogni impulso pittorico si rigenera.

Compagni discreti di questo percorso sono la mitologia, la letteratura, la musica, la fisica quantistica, la cosmologia, che compaiono come coordinate interiori, strumenti poetici per orientarsi nell’enigma del mondo, istinti creativi che affiorano nei lavori di Seelig a chi sappia davvero ascoltarli.

La sua opera porta in sé, insieme, l’enigma dell’origine e la concretezza del quotidiano. Seguirlo nel tempo, come ho avuto il privilegio di fare attraverso il lavoro con l’Enciclopedia d’Arte Italiana, significa assistere alla rara coerenza di un artista dal respiro autenticamente internazionale, capace di incarnare una visione dell’arte contemporanea che non si piega alle mode ma le attraversa con libertà. Confesso senza paura di contraddirmi che ogni vota che approccio alle opere di Seelig sento un senso di piacevole smarrimento, un’emozione profonda che provo solo davanti alle opere che hanno segnato la storia dell’arte.

Nel segno di Peter Seelig prende forma un linguaggio che valica ogni confine, epoche, culture e tecniche per restituire all’arte il suo compito essenziale, quello di connettere, attraverso la bellezza, l’uomo al mistero dell’esistenza.

Alberto Moioli, Milano, febbraio 2026

Il Museo d’Arte e Scienza: luogo di storia, cultura e incontro
Il Museo d’Arte e Scienza, situato in via Quintino Sella 4 a Milano, rappresenta da anni un punto di riferimento per la cultura artistica e scientifica della città. Le mostre e presentazioni fatte con l’Enciclopedia d’Arte Italiana non si contano più, la collaborazione risale a quindici anni fa, oggi come allora la collaborazione è fondata sulla stima umana e professionale reciproca. Un viaggio veramente affascinante costruito sui più profondi principi della bellezza dell’arte.
La vocazione interdisciplinare del Museo (MAS) e la sua attenzione alla ricerca lo rendono sede ideale per eventi di questo calibro, capaci di coniugare rigore, qualità e accessibilità.
Le sale del museo offrono un ambiente raffinato e accogliente, qui le opere possono essere apprezzate in condizioni ottimali e il pubblico può vivere un’esperienza culturale completa e appagante.

Informazioni pratiche:
Inaugurazione della mostra personale di Peter Seelig a cura di Alberto Moioli
Data: Sabato 7 marzo 2026
Orario: ore 17:30
Luogo: Museo d’Arte e Scienza, via Quintino Sella 4, Milano
dal 7 marzo al 13 marzo 2026
Ingresso: libero
Per informazioni:
Museo d’Arte e Scienza
Via Quintino Sella 4, 20121 Milano
Tel. 02 72022488
www.museoartescienza.com