LA FORMA DEL SILENZIO, la mostra di PAOLO TERDICH a Roma, Museo Venanzo Crocetti.
Ho l’onore di poter seguire il percorso di Paolo Terdich da diversi anni, e lo faccio con la stessa curiosità e lo stesso affetto del primo giorno. Ogni nuova tappa mi restituisce la conferma di un talento raro, capace di rivolgere il proprio sguardo oltre la superficie, oltre la superficialità, e di aprire gli orizzonti del pensiero verso mondi sospesi tra memoria e sogno.
Con “La forma del silenzio”, la mostra antologica ospitata al Museo Venanzo Crocetti, Terdich raggiunge una maturità espressiva che ritrovo con emozione fin dai tempi della sua esposizione alla Sala del Cenacolo di Palazzo Valdina, alla Camera dei Deputati. In quell’occasione la forza delle sue opere si impose con l’autorevolezza propria dei grandi messaggi artistici. Oggi quella stessa intensità torna in un progetto di ampio respiro.
L’artista costruisce le sue immagini con un rigore formale che è proprio dell’iperrealismo, per poi lasciarle scivolare in un’atmosfera sospesa e misteriosa. Questa tensione tra nitidezza e sogno definisce la sua cifra pittorica.
L’acqua, elemento ricorrente nelle sue tele, si fa metafora di passaggio e simbolo di silenziosa rigenerazione dello spirito. Il blu che domina le composizioni porta con sé un senso dell’infinito e della memoria, e guida chi osserva verso una dimensione metafisica e universale. Ed ecco forse la novità critica, oggi più che mai nel lavoro di Paolo Terdich appare la riflessione estetica metafisica, non un nuovo capitolo ma credo sia la normale evoluzione di una ricerca artistica che continua ad evolversi. Son certo che sia questa la vera grande novità di questa nuova mostra museale a Roma.

Un capitolo della mostra si dedica alla memoria dell’esodo delle popolazioni istriane e dalmate e al drammatico imbarco sulla motonave Toscana. Terdich trasforma questa ferita della storia italiana in un racconto capace di parlare con delicatezza alla coscienza della nazione intera.
Il Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, Federico Mollicone, ha voluto esprimere il plauso delle Istituzioni per questa iniziativa confermando ancora una volta la sua grande sensibilità verso il mondo dell’arte.
Accompagno il lavoro di Paolo Terdich da tempo, con la stima e l’affetto che si riservano ai percorsi artistici autentici, e sono molto contento del percorso istituzionale e museale che sta compiendo nel mondo dell’arte contemporanea. “La forma del silenzio” ne rappresenta una tappa importante, e invito chiunque ami la pittura a scoprirla al Museo Venanzo Crocetti.
Alberto Moioli



