Lissone

Lissone celebra il centenario della sua Chiesa con una grande mostra d’arte

Una mostra veramente importante quella che si inaugura sabato 24 ottobre a Lissone (MB) presso la sala espositiva di Palazzo Terragni

Gli artisti selezionati sono i pittori Daniele AROSIO, Ezio AROSIO, Giusy AROSIO, Lucio BARLASSINA, Enzo BIFFI, Mario BISCALDI, Maria Teresa BOLIS, Paolo BONETTO, Elisabetta BOSISIO, Martino BRIVIO, Franco BRUSCHI, Mariangelo CAZZANIGA, Teresa COLORE, Mario DE LEO, Maria Patrizia EPIFANIA, Lino GIUSSANI, Moreno MARIANI, Max MARRA, Gianmario MAZZOLA, Fiorenzo MUSSI, Anna OFFIDANI, Carlo OLPER, Elda PEDROCCHI, Gaspare PEREGO, Silvano REDAELLI, Tiziana RIZZI, Danilo SANVITO, Cinzia VALTORTA e gli scultori
Ambro MOIOLI, Beatrice MOSCA, Simona RIPAMONTI. 

Il 16 ottobre 1926 monsignor Adolfo Pagani consacrava la Chiesa Prepositurale dei Santi Pietro e Paolo, che i lissonesi chiamano da sempre Gésa grànda. A cento anni da quel giorno la città dedica al proprio tempio la mostra di pittura e scultura “Chiesa: Casa di Dio, Casa di tutti”, a cura di Alberto Moioli. L’esposizione sarà allestita a Palazzo Terragni dal 24 ottobre all’8 novembre 2026, a ingresso libero, e trasforma la ricorrenza in un racconto condiviso.

Il progetto nasce da una sfida semplice e impegnativa, quella di raccontare un luogo attraverso lo sguardo e la sensibilità degli artisti. Sono 31 gli autori invitati a misurarsi con l’architettura, la storia e la spiritualità del tempio, ciascuno con il proprio linguaggio. Ne emerge l’immagine di un edificio capace di farsi messaggio e di trasformare la propria struttura in linguaggio spirituale, anche quando è vuoto e silenzioso. Da un secolo la chiesa custodisce preghiere, memorie e storie di un’intera comunità.

Il percorso espositivo si lega a una vicenda storica singolare. L’idea del nuovo tempio nacque nel 1895 con il prevosto Carlo Colnaghi, e la prima pietra fu benedetta dal cardinale Andrea Carlo Ferrari il 23 febbraio 1904. Per oltre vent’anni la costruzione fu sostenuta dai lissonesi attraverso le offerte porta a porta del “palancone”, le mezze giornate di lavoro devolute dalle maestranze, i concerti e le sagre di beneficenza, i doni delle famiglie. Il cantiere conobbe uragani, sospensioni e anni di guerra, e portò il segno del sacrificio, come nel ricordo di Giulio Farina, caduto dai ponteggi nel 1925. Con il prevosto Angelo Gaffuri i lavori ripresero fino alla conclusione.

Il risultato fu un edificio imponente, lungo 77 metri e sormontato da una cupola di 42, in uno stile che fonde neogotico e neoromanico lombardo. Fu insieme un’opera di fede e la prova che una comunità di operai e artigiani poteva costruire qualcosa di duraturo con la somma tenace di innumerevoli gesti privati. La mostra intende restituire questo patrimonio, spirituale prima ancora che architettonico e artistico.

L’inaugurazione si terrà sabato 24 ottobre 2026 alle ore 16 a Palazzo Terragni. Aprirà la cerimonia un momento musicale, frutto della collaborazione con l’Associazione “Il Clavicembalo Verde”, affidato a Chinara Shirin, mezzo soprano di spessore internazionale nata a Baku, in Azerbaigian. Come solista Chinara ha interpretato ruoli principali in numerose opere, tra cui Carmen, Aida, Il Trovatore, Rigoletto e altre, mettendo in mostra la propria bravura vocale e la propria presenza scenica anche presso il Teatro Accademico di Opera e Balletto dell’Azerbaigian, fino al 2016.

La sala espositiva sarà aperta, a ingresso libero, dalle 15.30 alle 18.30 nei giorni 25, 29 e 31 ottobre e 1, 5, 7 e 8 novembre.

Giovedì 29 ottobre 2026, alle ore 21, l’Auditorium di Palazzo Terragni ospiterà l’incontro-dibattito “Gesa Granda: storia e fede”, a ingresso libero. Interverranno Mons. Sergio Ubbiali, teologo e presbitero, Professore Ordinario Emerito di Teologia Sistematica presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale di Milano, e Silvano Lissoni, storico. Modera Alberto Moioli, critico d’arte e Direttore Editoriale dell’Enciclopedia d’Arte Italiana.

Nell’ambito dell’iniziativa sono previste l’esposizione delle opere vincitrici del concorso “La Tazza benefica”, promossa dalla Pro Loco di Lissone, presso la Sala Missaglia, e una selezione di fotografie storiche a cura di Pio Nastri.

L’iniziativa è promossa dal Circolo culturale e sociale don Bernasconi, in collaborazione con l’Associazione Culturale Alessandro Galimberti, l’Associazione Culturale Athena e Fondazione BCC Milano, con il patrocinio e il contributo della Città di Lissone. Un ringraziamento particolare va a don Marco Lodovici, parroco, per la vicinanza e il sostegno a un progetto che nasce nel cuore della comunità, e a tutti gli artisti che hanno accolto l’invito a raccontare la loro Chiesa.

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