Alberto Ceppi e Giorgio Galletti, emozioni e sculture …

Si è svolto nel Teatro di Palazzo Terragni a Lissone l’incontro pubblico con i due scultori, Alberto Ceppi e Giorgio Galletti, protagonisti della mostra di quest’anno organizzata in occasione dei 40 anni dell‘Associazione Culturale Don Bernasconi.

Da parte mia non posso che ringraziare per le emozioni che le parole di due straordinari personaggi del mondo del’arte hanno saputo trasmettere a tutti i presenti.

Alberto Ceppi e Giorgio Galletti, uomini veri prima ancora che artisti, hanno dimostrato la loro sensibilità, hanno, ancora una volta, ricordato a tutti l’origine vera di tutte le loro opere, il cuore e l’anima.

E’ stato difficile contenere le loro parole, il loro entusiasmo, il loro amore  per la vita e per l’arte, sono riusciti, nel raccontare, in estrema sintesi, la loro lunga e affascinante carriera, a toccare argomenti che avrebbero meritato molto tempo ed hanno, senza alcun dubbio, smosso la sensibilità di chi ha seguito con attenzione le parole e colto anche qualche occhio lucido.

Nel racconto alternato tra Alberto e Giorgio son passati tutti i personaggi con i quali hanno avuto un contatto determinante per la loro storia, da Papa Woytila al Cardinal Ravasi fino ad arrivare allo scultore Francesco Messina.

Non sono mancati gli aneddoti, i sorrisi e il riferimento ad alcune delle più  importanti opere che resteranno per sempre sotto gli  occhi di tutti, a partire dall’ultima cena di Galletti ora conservata nel museo della Cattedrale di Lisbona, fino alla travagliata storia di Kosmos, la fontana di Alberto Ceppi dedicata ai caduti dell’ONU oggi purtroppo vittima di un degrado al quale si spera che si possa presto rimedio al di là di tutte le promesse politiche.

Giorgio Galletti ha concluso ricordando le parole di Antoni Gaudì; “Per far bene qualcosa occorre prima di tutto amarla, in secondo luogo bisogna conoscere la tecnica”.

Le emozioni non sono però terminate con gli interventi degli scultori ma si sono amplificate con una cornice  davvero speciale, quella offerta dalle due live performance della giovanissima Valeria Croce che ha improvvisato con la sua ormai famosa tavoletta grafica, due disegni ispirati dalla serata.

Nulla però nella serata è stato lasciato al caso, anche l’allestimento del palco, molto apprezzato dal pubblico, è stato studiato e realizzato dalla Ditta DREAMS di Marcella Spinelli.

La Presidente Giuseppina Riva con Marco Arosio, hanno infine celebrato la consegna delle targhe ai protagonisti della serata alla presenza del Sindaco della Città di Lissone Concettina Monguzzi.

Tra il pubblico anche molti artisti, protagonisti delle precedenti edizioni espositive e, molto gradita, anche la presenza dell’Assessore alla cultura Lucica Bianchi del Comune di Talamona (So).

Alberto Moioli

 

“Forse vi è capitato qualche volta davanti ad una scultura, un quadro, ad alcuni versi di una poesia o di un brano musicale, di provare un’intima emozione, un senso di gioia, di percepire, cioè, chiaramente che di fronte a voi non c’era solamente materia, ma qualcosa di più grande, qualcosa che “parla”, capace di toccare il cuore, di comunicare un messaggio, di elevare l’animo.

L’arte è capace di esprimere e rendere visibile il bisogno dell’uomo di andare oltre ciò che si vede, manifesta la sete e la ricerca dell’infinito. Anzi, è come una porta aperta verso l’infinito, verso una bellezza e una verità che vanno oltre al di la del quotidiano. E un’opera d’arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l’alto.”

Papa emerito Benedetto XVI

Le immagini sono state realizzate da Roberto Longoni

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