“Oltre i confini del cuore” – opere di Ilaria Franza

Entrare in uno studio d’arte è spesso un’esperienza straordinaria, ogni luogo che ospita un artista conserva dettagli che appartengono all’essere più profondo e vero dell’autore. Entrare nell’atelier di Ilaria Franza è senza alcun dubbio un’esperienza che riempie il cuore e che identifica immediatamente la filosofia creativa dell’artista. Ilaria è un’artista giovane, una delle più promettenti che io abbia incontrato perché ho trovato in ogni sua creazione un’imponente dose di ricerca e sperimentazione legate al desiderio di andare oltre ogni superficialità. L’artista idealmente si immerge in sé stessa per esprimere una forma d’arte estremamente gradevole nella forma e particolarmente profonda nei contenuti. “Un.Limited”, senza limiti, oltre ogni limite, questa è il titolo della serie di opere che identificano uno stile ormai imposto al pubblico e alla critica, una vera e propria filosofia di vita che conferma l’autorevolezza di un’espressione artistica in costante crescita. Opere che prendono forma durante i periodi più caldi dell’anno, creazioni che rientrano nei ritmi della vita, nel tempo scandito dalla natura e proprio per questo più vive che mai. L’artista lavora alla realizzazione di ogni opera seguendone, come un tutt’uno con essa, gli sviluppi di un dialogo tra uomo e natura. Ogni opera nasce da una stretta collaborazione con la natura, la stessa tela è distesa a contatto con la terra e su di essa danza l’acqua e i pigmenti scelti attraverso un lavoro collettivo tra l’artista e l’universo.

Ilaria Franza Un.Limited 2020
Ilaria Franza Un.Limited 2020

Tutto ciò ha un senso molto profondo che nasce innanzitutto dall’approccio allo studio e alla sperimentazione che ha trovato nell’acqua l’elemento, tra i quattro concepiti da tutte le cosmogenie[1], che mette in forte relazione il microcosmo umano con quello naturale e come vedremo quello terreno con quello spirituale.

L’acqua è elemento determinante in ogni opera di Ilaria, condizione che appartiene coerentemente al contesto in cui nascono i dipinti, in una meravigliosa zona sopraelevata con vista sul lago d’Orta, non a caso, proprio di fronte all’Isola di S. Giulio[2], quella che viene definita anche “isola del silenzio e della meditazione”, un luogo carico di significati e di esplosione autentica della bellezza della vita. Mi piace l’idea che se nel IV secolo l’imperatore Teodosio mandò sull’isola i due fratelli Giulio e Giuliano a costruire la centesima chiesa con una leggenda che parla di draghi e rettili, oggi Ilaria Franza ne è custode di bellezza e creatrice di opere che ne contengono la pace e l’armonia ormai raggiunta.

L’acqua, nelle opere di Ilaria, è anche espressione di un’ulteriore forza creativa che si riconosce solo se abbiamo la capacità di lasciarci trasportare nelle sue opere, nella sua filosofia, e andare oltre alla prima piacevole sensazione estetica. L’acqua di Ilaria ricorda che l’atto di creazione è essenzialmente un dono femminile, proprio come questo straordinario elemento naturale che, infatti, è estremamente adattabile, cambia la forma, aggira ostacoli e si adatta alla circostanze con incredibile forza e resistenza, nessun ostacolo la può fermare per troppo tempo. L’acqua nel suo percorso naturale compie virate, mutamenti, è un processo in continua trasformazione ed è inevitabilmente parte di ogni processo vitale, di iniziazione e purificazione, fonte battesimale che nelle opere di Ilaria Franza si riscontra in modo evidente nei suoi significati più profondi.

Le opere di Ilaria dunque contengono l’energia dell’accettazione della novità e del cambiamento, accolgono la trasformazione e si adeguano con armonia, proprio come l’acqua nel suo percorso naturale.  Mi son chiesto come può un’opera contenere tutto ciò, come può l’arte aprire varchi nei cuori e generare emozioni, scuotere le coscienze talvolta fino a far venire la voglia di essere persone migliori ed ho trovato, anche nelle opere di Ilaria, la risposta che risiede nella capacità di instillare, solo in chi ne ha il desiderio, un suggerimento d’analisi che consente di andare oltre la tela, oltre il linguaggio conosciuto della presentazione e rappresentazione.

Come in “quell’ultimo orizzonte” di Leopardi[3] che Ilaria osserva, studia e dipinge con un trasporto intimo molto profondo proprio con l’intento di andare oltre. “… Così tra questa immensità s’annega il pensier mio: e il naufragar m’è dolce in questo mare.” L’infinito di Leopardi (1818) contiene molto della poetica della pittrice e non è un caso che tra i discorsi emersi durante la visita nel suo studio alcune parole siano risuonate con particolare coerenza, perché “l’andare oltre” di Ilaria è un elemento essenziale della sua ricerca, perché appartiene non solo alla sua pittura ma alla sua vita interiore che è costantemente scossa da una sensibilità espressiva alla ricerca di una dimensione legata alla sfera della bellezza.  La modernità ha forse dimenticato di indagare il potere della natura, una ricerca che per Ilaria invece è estremamente attuale, uno studio in cui emozione e aesthetica coesistono ed aprono fronti di pensiero legati alla filosofia estetica contemporanea. L’ambito in cui lavora Ilaria appartiene al regno della poesia e della bellezza, dipinti che cercano un contatto tra immanente e trascendente, tra terreno e spirituale nell’ottica di una riflessione particolarmente profonda in cui l’artista attinge alla straordinaria ampia gamma cromatica della tavolozza di colori della sua meravigliosa anima pura.

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Sito internet di Ilaria Franza

[1] Cosmogenie – Mito o dottrina che ha come oggetto l’origine dell’universo.

[2] La leggenda si S. Giulio – si narra che intorno al IV sec. i santi Giulio e Giuliano, scampati ai disastri della guerra di Egina, fecero un voto e lo affidarono all’imperatore Teodosio. Decisero di erigere 100 Chiese. Quando giunsero sul lago d’Orta rimasero incantati da questo scoglio incastonato in un luogo paradisiaco e qui decisero di erigere la centesima a Chiesa dovendo però prima combattere con mostruose creature che ai tempi pare infestassero il luogo. Oggi l’Isola di S. Giulio è oasi di pace, serenità e trionfo di bellezza, quella che contribuisce ad ispirare l’espressione creativa di Ilaria Franza.

[3] L’infinito di Leopardi – opera tra le più famose in assoluto, scritta intorno al 1818-19, invita ad andare oltre all’immensità dell’infinito spaziale e temporale e a godere nella “profondissima quiete” un panorama senza confini. Capolavoro assoluto della letteratura è stata recitata dai più grandi attori italiani come Vittorio Gassman, Giorgio Albertazzi e Carmelo Bene.

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