IMPERFEZIONISMO

Nasce l’Imperfezionismo

L’Imperfezionismo. Quando l’errore diventa lingua.
Un nuovo movimento artistico presentato ad Arte Genova 2026 con la fondatrice, Teorema Fornasari

C’è un momento, nel corso della storia dell’arte, in cui un’idea semplice rovescia tutto. L’Imperfezionismo potrebbe essere proprio questo. Un movimento che nasce dall’intuizione riflessiva dell’artista Teorema Fornasari e dal dialogo con la mia riflessione critica, presentato ufficialmente il 14 febbraio 2026, ad Arte Genova.

Per anni la cultura dominante ha esercitato una pressione silenziosa verso la perfezione. Le immagini ritoccate, i contenuti prodotti da algoritmi con estetiche infallibili, tutto questo ha sterilizzato l’errore, ha reso la superficie l’unica cosa che conta. L’Imperfezionismo nasce da questa sterilizzazione. È la risposta urgente a una società che ha scelto la confezione al posto del contenuto.

Teorema Fornasari è stata la prima a elaborare, nella sua pratica, una grammatica visiva dell’incompiuto. Nel suo lavoro il processo conta quanto il risultato, forse di più. L’opera resta sempre aperta, sempre in trasformazione. Un gesto che vibra, che perde significato il momento in cui si ferma. È questa intuizione che ha dato forma al manifesto teorico del movimento, che ho avuto il privilegio di aiutare a strutturare, ma solo nel suo impianto concettuale.

L’Imperfezionismo attinge a Heidegger e a Deleuze, ma lo legge con un’urgenza contemporanea. L’imperfezione diventa una forma di resistenza all’omologazione, all’illusione di eternità che la società attuale vuole imporre. Il movimento si propone come fulcro attorno al quale costruire un dialogo, un confronto aperto che possa diventare anche spunto per ripensare a noi stessi come protagonisti della nostra storia.

Il 14 febbraio, nel Padiglione Blu della Fiera di Genova, il manifesto verrà presentato pubblicamente dall’artista Teorema Fornasari. Seguerà un dialogo aperto tra arte, filosofia e scienza. Come un taglio nella tela di Fontana, l’Imperfezionismo è un’apertura. Uno squarcio attraverso cui il reale, con la sua complessità e la sua fragilità, può ancora respirare nell’arte.

Appuntamento il 14 febbraio ad Arte Genova, alle ore 18.00