Quando qualcuno fa il nostro nome con arte
C’è un bisogno antico e vero
di sapere che da qualche parte,
tra il rumore e il pensiero,
qualcuno fa il nostro nome con arte.
Un cuore che sussurra piano,
una mano che ci guida,
qualcuno che resta vicino
anche quando la strada sale.
Nei giorni in cui le gambe cedono
e il dubbio ci siede accanto,
le parole di chi crede in noi
valgono più di ogni vanto.
Perché tutti, anche i più forti,
hanno bisogno di uno sguardo
che dica: vai, continua, corri,
io sono qui nel momento più duro.
E quelle persone esistono, dobbiamo crederci,
forse a centinaia di chilometri,
eppure così vicine
da sfiorare i nostri pensieri.
Lo spazio è niente,
un soffio, un respiro, un attimo.
Conta il tempo, sempre il tempo,
e in quel tempo, c’è chi tifa per noi.
Mojai
Mojai scrive da qualche parte tra il mare e il silenzio, così dice lui (o lei).
Non ha una biografia, ha una direzione. Le sue parole arrivano senza preavviso, come fanno le cose vere e come loro, non spiegano da dove vengono.Qualcuno dice sia persiano. Qualcuno mediterraneo. Lui non corregge mai nessuno. Scrive di tempo, di distanza, di chi tifa per noi nell’ombra. Di tutto ciò che conta senza fare rumore. Non cerca lettori. Trova persone ma mi piace oggi riportale le parole forse della sua più famosa poesia. L’ho incontrato ma non vuole che ne parli.

