Alessandra Silvia De Simone

“Una vita per l’arte” – Alessandra Silvia De Simone

 

Alessandra Silvia De Simone ha costruito nel tempo una pratica artistica in cui pittura, teatro e drammaturgia visiva coesistono come elementi di un unico organismo espressivo.

Una vita per l’arte è una dichiarazione di metodo, un atto di poetica reso visibile. In scena si dispiegano oltre venticinque anni di ricerca svolta agli incroci tra pittura, teatro e drammaturgia visiva, un percorso internazionale che ha attraversato musei, spazi educativi e palcoscenici in Italia e all’estero, lasciando ovunque il segno di un’arte pensata come strumento di relazione civile e morale.

Al centro della scena c’è una marionetta. Scelta tutt’altro che casuale: la marionetta è uno dei simboli più antichi e fecondi dell’iconografia teatrale occidentale, figura dell’umano ridotto all’essenza, mosso da fili che spesso sfuggono al suo controllo. Intorno a lei si muovono cinque danzatrici, le cui traiettorie orarie e antiorarie evocano le forze del tempo, del destino, della storia collettiva. Quando si fermano al centro con le braccia alzate, il gesto si fa icona del presente, con tutto il suo peso e tutta la sua speranza.

Alessandra Silvia De Simone
Alessandra Silvia De Simone

I fili fisicamente presenti sulla scena diventano metafora di quella tensione irrisolta tra terreno e spirituale che attraversa l’intera opera di De Simone. È la presa d’atto che ogni comportamento umano si situa in un ordine di relazioni che lo trascende. L’arte, in questa visione, è lo spazio in cui quella trascendenza diventa percepibile.

La formazione dell’artista è tutt’altro che ornamentale. La laurea in Conservazione dei Beni Culturali, la specializzazione in restauro di dipinti murali e stucchi dorati, il master in marketing culturale compongono un profilo che unisce la sensibilità storico-artistica alla consapevolezza del contesto in cui l’opera vive e viene ricevuta. Buona parte del suo lavoro si è svolta in ambito educativo, con oltre quaranta progetti culturali rivolti alle nuove generazioni, molti dei quali teatrali, tutti orientati a trasmettere memoria e valori attraverso l’esperienza estetica.

Sul piano pittorico, De Simone porta in scena una pratica in cui la tela funziona da spazio performativo. Gli strati cromatici sedimentano residui emotivi e gesti sovrapposti, materie che reagiscono al tempo. La pittura diventa traccia di una presenza. Un approccio che dialoga con la grande tradizione dell’action painting, rielaborata in chiave narrativa e simbolica del tutto personale.

Il progetto porta i patrocini del CID UNESCO di Parigi e del Comune di Monza, e si inserisce in un panorama sempre più attento alle pratiche artistiche che fanno dell’interdisciplinarietà una necessità espressiva. Una vita per l’arte è esattamente questo, una formula esistenziale. Un modo di stare nel mondo che ha scelto l’arte come lingua madre, e che in questa performance trova una delle sue articolazioni più compiute.