Mattia Consonni

Musica per gli occhi. La mostra di Mattia Consonni

Musica per gli occhi
Mostra di Mattia Consonni
a cura di Alberto Moioli

Lo Spazio Eventi Manzoni16 di Monza presenta una nuova mostra d’arte dedicata al mondo della musica attraverso le creazioni pittoriche, e non solo, di Mattia Consonni.
Nel percorso espositivo il pubblico troverà opere ispirate ai brani che hanno scritto le più belle pagine della musica contemporanea. Ogni quadro porta con sé una storia legata al testo della canzone e un QR code per ascoltare, in tempo reale, ciò che si sta osservando. Ma la mostra riserva anche una sorpresa: un pianoforte molto particolare, che completa l’esperienza e la rende unica nel suo genere. SI tratta di un dialogo continuo tra immagine e suono, per chi vuole vedere la musica con occhi nuovi.

La selezione dei brani che hanno ispirato le opere esposte non è casuale, e chi conosce la musica lo avvertirà immediatamente. Mattia ha scelto voci e autori che della canzone hanno fatto poesia, italiani e internazionali, epoche diverse, lingue diverse, tutti uniti da dalla capacità di lasciare un segno. La selezione dei brani sono vere esperienze sonore che resistono al tempo e che raccontano storie attuali che, grazie a Mattia, stimolano pensieri e riflessioni e ci costringono a rallentare e ad ascoltare, la vita.

INFORMAZIONI SULLA MOSTRA
Titolo Musica per gli occhi — Mattia Consonni
Sede Spazio Eventi Manzoni16, Monza – Via Manzoni 16 Monza
Inaugurazione Venerdì 24 aprile 2026, ore 19:00
Periodo 24 aprile – 31 luglio 2026
Orari Da lunedì al, venerdì, ore 8:30 – 17:00
Ingresso Libero
Registrazione all’inaugurazione: consigliata per garantirsi un posto a sedere. LINK

 

Mattia Consonni
Mattia Consonni

Il mio incontro con lui è stato uno di quelli capaci di cambiare il modo in cui si guarda il mondo. Ho scritto di tanti artisti, eppure quello che ho trovato davanti alle sue tele mi ha sorpreso e commosso, emozione pura, riconoscibile e immediata, quella di una canzone amata.

Mattia Consonni nasce a Meda e avvia il suo percorso artistico nel 2012, quasi per caso, o almeno così racconta lui, con quella modestia disarmante che è un tratto autentico e raro della sua personalità.
Eppure, il caso, in questa storia, c’entra poco c’entra invece una passione smisurata per la musica, oltre cinquemila album, vinili soprattutto, una collezione al tempo stesso archivio sentimentale e materia prima, e un’intuizione geniale, dare nuova vita ai dischi che il tempo aveva reso inservibili, trasformarli in qualcosa ancora capace di parlare, di emozionare, di comunicare.

Da quell’intuizione è nata un’opera che va oltre all’idea classica di pittura, Mattia plasma il vinile, lo modella, lo integra spesso nella tela, lo fonde con il colore in composizioni che incarnano la musica. Ogni opera nasce dall’ascolto di un brano specifico, dalla risonanza che quel brano produce in lui in un momento preciso della sua vita. Per questo le sue tele portano addosso una storia, e quella storia riesce a diventare anche parte dell’esperienza che viviamo come spettatori della sua mostra.

Ascoltare Mattia mentre racconta le sue opere è un’esperienza che consiglio a chiunque. Nei giorni dedicati alla selezione delle opere, insieme a Lucia Balta responsabile dello Spazio
Eventi Manzoni16, la sfida più grande è stata lasciare fuori qualche pezzo della sua produzione artistica. La scelta è caduta su opere di grande intensità. Il percorso espositivo — spesso la componente meno visibile di una mostra, eppure decisiva — è stato costruito attorno al dialogo tra le opere e con lo spazio che le accoglie. Anche questa fase, con Mattia, è diventata un’esperienza che vale la pena raccontare.

C’è una qualità narrativa nel suo modo di parlare che trasforma ogni lavoro in un racconto a più voci, prima ti cattura il colore, la forma, la materia; poi arriva il brano musicale con i suoi significati e le sue risonanze; infine arrivano gli aneddoti, i ricordi, le connessioni impreviste tra arte e vita. Un sistema di scatole cinesi in cui ci si addentra con pura meraviglia. E di meraviglie, nel percorso di Mattia, ce ne sono molte. Sting ha una sua opera. Ron anche. Tanti altri protagonisti della musica internazionale hanno incrociato il cammino di questo artista di Meda e ne sono rimasti conquistati.

Musica per gli occhi raccoglie un corpus di lavori che attraversano generi, epoche e geografie musicali. Dall’Italia al mondo, dal passato al presente, perché la musica autentica porta in sé una vocazione all’eternità, e le opere di Mattia Consonni ne condividono la stessa radice.

Arte e musica, qui, parlano la stessa lingua — e quella capacità rara di tradurre in immagini ciò che l’anima riconosce all’istante è ciò che rende il suo lavoro indimenticabile. Questa mostra è come un grande abbraccio che idealmente comprende tutti noi.

Benvenuti in questo viaggio dentro la musica.

Alberto Moioli – Critico d’arte